DON FRANCO CORBO, A 86 ANNI DEVE RICOMNCIARE DA CAPO
DEVE LASCIARE LA CANONICA PER ANDARE IN AFFITTO, MA RIMANE A POTENZA PER I FEDELI DELLA COMUNITA’ DI SANT’ANNA
Don Franco Corbo, il parroco della chiesa San Gioacchino e Sant’Anna a Potenza, sta per lasciare anche le camere della Canonica che sono state la sua
abitazione negli ultimi 50 anni. Lo ha voluto Monsignor Davide Carbonaro, l’Arcivescovo metropolita di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo. Carbonaro ha deciso, com’è nelle sue prerogative, un riassetto generale nella diocesi spostando diversi sacerdoti fra le comunità ecclesiastiche. Quella che ha creato maggiore risonanza è stata quella legata a Don Franco. Alla notizia c’è stata una inattesa mobilitazione che ha portato anche alla raccolta di 1300 firme e all’invio di migliaia di email, indirizzate a Carbonaro; chiedendogli di non far allontanare Don Franco che per molti rappresenta un punto riferimento, per altri un padre, mentre per altri una personalità forte considerata “comunista” in antitesi con una parte della città che non lo ha mai visto di buon occhio, come spesso capita alle personalità forti e incisive nel sociale. Don Franco è a Sant’Anna da oltre 50 anni. In mezzo secolo e più ha contribuito a rendere attiva la comunità. Il suo
fiore all’occhiello è l’associazione GVS (Gruppo di Volontariato “Solidarietà”) che si occupa di adozioni dall’Africa, dal sud America e dai paesi dell’est Europa. La comunità, nata negli anni sessanta è composta in gran parte di gente del popolo. Sorta nel periodo storico in cui molti lucani dei paesi della provincia, di prevalente cultura contadina, si sono trasferiti nel capoluogo. Un contesto difficile dove Don Francesco Colucci (predecessore di Don Franco), che oggi riposa anche per volere dello stesso Don Franco nella chiesa di S. Anna, ha iniziato la semina per farla crescere, perchè bisognosa di evolversi umanamente, culturalmente e spiritualmente. La conseguenza della scelta dell’Arcivescovo potrebbe avere la conseguenza di far svanire il legame durato oltre 50 anni. Incidendo su chi lo ha visto come riferimento; non solo a S. Anna. Don Franco è un uomo di 86 anni, ancora dinamico e impegnato. Le voci sul perchè di questa “drastica” scelta si rincorrono. Il Prete, pur se sollecitato si chiude nella
riservatezza e si dice obbediente alle volontà del Vescovo. Ma si percepisce anche nel suo tono di voce la delusione e l’amarezza. Il Vescovo sembra irremovibile. Contrariamente alla versione che circola fra i fedeli e gli stimatori di Don Franco, Carbonaro sostiene che:” la scelta è stata concordata con lo stesso Don Franco che si è inizialmente proposto di tornare nella casa natia ad Avigliano” Versioni che molti, parrocchiani e non, “smentiscono categoricamente” Per loro il Vescovo avrebbe agito d’imperio e senza voler sentire ragioni. Infatti lo stesso Carbonaro teme, preventivamente; “che la presenza del prete in pensione, ormai 86 enne, potrebbe essere di “disturbo” per la serenità della nuova gestione del parroco designato” che il 14 febbraio dovrebbe prendere possesso della gestione della parrocchia fondata da Don Colucci. Sembra una “restaurazione” rispetto all’attuale impostazione della parrocchia. L’impressione è che la scelta del Vescovo sia contraddittoria coi principi cristiani. Guardando i fatti: “mettere alla porta” senza appello, un parroco storico e ben voluto, ha le sembianze di un gesto che fa pensare a una insensibilità verso un 86enne. Intanto pare che Don Franco, nella sua autonomia economica di pensionato insegnante, abbia affittato casa a Potenza, per rimanere vicino alla comunità che si è detta pronta a sostenerlo in tutti modi. La domanda è: è
possibile che il Vescovo non tenga conto di tutte le richieste dirette e indirette che ha ricevuto in via formale e informale, che riveda la sua posizione e verifichi se è possibile la convivenza fra il nuovo parroco e il parroco in pensione di 86 anni? Solo il tempo e la storia possono confermare o smentire se il “conflitto” di vedute che il Vescovo teme trovi riscontro pratico. C’è sempre tempo per poi trovare rimedio a un eventuale disaccordo fra i due. Anche perchè, l’11 maggio i due in atteggiamento amicale sono stati visti recarsi insieme al ritiro mensile del clero della diocesi di Potenza, tenuto a Tito Scalo. Sembra che attualmente i timori del Vescovo non trovino riscontro nei fatti.