LAVORI EX TRORRACA: POSSIBILE DANNO DI UN MILIONE PER LE CASSE DEL COMUNE

UNA COMMISIONE DI “SUPER ESPERTI DISTRATTI O INCOMPETENTI”
Le aggiudicazioni dei lavori alla ex palestra Coni, a Montereale, e della ex scuola Torraca, in centro a Potenza, hanno dato forma e sostanza al “papocchio Telesca” La conferma è nelle sentenze del Consiglio di Stato. Gli interventi sono finanziati con fondi PNRR e rientrano nelle realizzazioni strategiche. Per questo tipo di lavori è stato predisposto un articolo specifico: il 125 c.p.a. che prevede la possibilità di far continuare i lavori a ditte aggiudicatarie, anche se una delle appellanti abbia ottenuto ragione, con sentenza che determina l’illegittima dell’assegnazione. In pratica una norma che agevola “la qualunque” Infatti se le commissioni esaminatrici degli appalti scelgono una ditta che non ha tutti i requisiti, come nei due casi di Potenza, una volta dentro il cantiere, si potrebbe decidere di fargli continuare i lavori e riconoscere un risarcimento alla inizialmente scartata, che poi diventa aggiudicataria legittima con sentenza definitiva. Nei due appalti di Potenza la stessa sezione del Consiglio di Stato ha avuto atteggiamenti diversi. Per i lavori dell’abbattimento e rifacimento della palestra Coni, ha deciso il subentro della seconda classificata; ingiustamente esclusa a favore della ditta Pace che ha iniziato i lavori. La prima sarebbe dovuta essere la ditta di Cosenza, che è ricorsa al Tar e poi al Consiglio di Stato; evidentemente la commissione per gli appalti, scelta fra i colleghi della stazione appaltante della regione, del sindaco Telesca, non ha ben guardato le carte e le caratteristiche dei proponenti. I lavori, nonostante mancassero pochi giorni dalla sentenza, per recuperare giorni preziosi,  ha detto Telesca, che si definisce grande esperto di bandi di gara, sono stati fatti iniziare alla prima, Pace, forse sapendo e, o, sperando, dicono i maligni, nell’applicazione dell’articolo 125, che i giudici neppure citano. Oggi la ditta Pace, al centro di molte polemiche in merito alle tante aggiudicazioni senza gara per lavori a Potenza, che è la ditta che avrebbe eseguito anche lavori privati per il sindaco Telesca, ha demolito la struttura. Deve lasciare il cantiere in sicurezza e i lavori saranno terminati dalla seconda classificata, balzata in testa alla classifica. Per i lavori della ex Torraca, la situazione è diversa. Intanto i lavori non sono iniziati, “in questo caso non c’era fretta” La sentenza della stessa sezione e con gli stessi giudicanti ha sfumature diverse (Leggi qui). E’ scritto di mancanza di caratteristiche e di anomalie nell’offerta della ditta Mancusi, risultata in un primo momento la migliore. In realtà sarebbe dovuta essere scartata per “inadempienze e incompetenze” La commissione esaminatrice, in questo caso è sembrata addirittura “Orba” La Mancusi si è limitata a sottoscrivere l’offerta economica, senza una formale dichiarazione di impegno e senza la spendita del nome degli studi e delle società di progettazione partecipanti alla procedura: gli esperti affermano che non è solo formalità. L’opposizione degli appellanti si è basata soprattutto sull’irregolarità’ della trasmissione del DGUE (Documento di Gara Unico Europeo) un’auto dichiarazione standardizzata in formato elettronico (eDGUE), utilizzata dagli operatori economici per attestare il possesso dei requisiti necessari (finanziari, tecnici etc). E poi c’è il subappalto di determinati servizi. Insomma dettagli macroscopici sfuggiti alla commissione nominata dal comune. In questo caso, pur rendendo nulla l’aggiudicazione, il Consiglio di Stato prevede la possibilità di decidere se lasciare il contratto alla ditta Mancusi, e quindi riconoscere un danno da certificare successivamente alla ditta ricorrente, che avrebbe i requisiti per eseguire i lavori. I risarcimenti in media si aggirano intorno al 10% del valore dell’appalto, quindi sui 10 milioni di questo appalto. Un milione che sarebbe a carico del comune, per giunta fuori bilancio. Al danno la beffa: la ditta Lagala ha proposta un offerta col 23% di ribasso. Altri 2 milioni risparmiabili. Il comune comunque potrebbe rescindere il contratto con la Mancusi, affidandolo alla ditta che il Consiglio di Stato ha considerato con tutte le caratteristiche necessarie, risparmiando il danno, che sarebbe sicuramente sotto la lente della Corte dei Conti.