LA METROPOLITANA A PERDERE: DANNI AMBIENTALIE E PER I TRASPORTI

Quella metropolitana leggera che avrebbe dovuto risolvere i problemi di traffico a Potenza che in realtà è solo un danno economico e ambientale.

Utilizzare quel mezzo è davvero raro. I luoghi che raggiunge sono fuori mano e di scarso interesse per chi si trova a Potenza. Anche un urbanista laureando lo direbbe con matematica certezza. Sono davvero poche decine le presone che ogni giorno usando la metropolitana leggera. C’è che dice che in una decina di corse in giorni e orari diversi, ha trovato al massimo 2 persone lungo tutta la tratta dal Terminal Gallitello all’ultima fermata Fermata “Macchia Romana” Anche quell’unico passeggero di una corsa trovato, utilizzatore frequente, ha confermato che spesso è da solo nel trenino. Lo conferma anche chi abita nei pressi dei binari che dice: “Vediamo passare i trenini sempre vuoti” Un chiaro fallimento annunciato che è costato e costa alla comunità decine di milioni. E costa anche in termini ambientali. Quei trenini hanno gli stessi motori dei camion. Le corse sono in totale 44 al giorno: inquinamento a vuoto lungo la città. Un po’ come usare un tir per portate una busta della spesa. Ora che la linea per Avigliano è chiusa lo spreco è più evidente. Quelle poche corse, infatti sono ridotte da 32 a 22, 44 in totale, lo dimostrano senza tema di smentita. Riduzione che sugli orari on-line non è stata aggiornata. C’è chi facendo fede agli orari sul sito è rimasto “fregato” quando alla stazione ha trovato corse soppresse e orari diversi. Quindi si tratta di un servizio irrazionale e inutilmente costoso. Infatti si potrebbero ravvisare l’antieconomicità, che sembra palese; La mancata realistica programmazione e il danno ambientale: 1. Il calcolo dell’inefficienza (Spesa vs Utilità). Nell‘ottica di revisione contabile, il danno si manifesta principalmente: Costi operativi (OPEX) fuori controllo: 44 corse su circa 5 km significano circa 220 km percorsi ogni giorno. Con automotrici diesel, i consumi e l’usura del materiale rotabile generano un disavanzo che non ha alcuna proporzione con l’utilità sociale (il trasporto di pochissime persone). Il progetto per prendere i fondi prevedeva l’inverosimile. Inizialmente le corse sarebbero dovute essere 120 e il punto di pareggio sarebbe arrivato vendendo 9000 biglietti al giorno. Quindi ora che le corse sono un terzo, i biglietti dovrebbero essere 3000. Irrazionalità della scelta tecnica: Il diesel è inefficiente su tratte brevissime (5 km) con frequenti fermate, poiché i motori non lavorano mai a regime ottimale, aumentando emissioni e costi; 2. Violazione del principio di “Proporzionalità” La giurisprudenza contabile stabilisce che la Pubblica Amministrazione deve scegliere il mezzo meno costoso a parità di risultato. L’alternativa: Un servizio di bus (o anche un servizio di trasporto a chiamata) coprirebbe lo stesso tragitto con una frazione dei costi (personale, carburante, manutenzione dei binari). La responsabilità: Se gli amministratori o i dirigenti della società di trasporto non hanno proposto o attuato una riconversione del servizio (es. sostituire i treni con autobus), possono essere chiamati a rispondere di colpa grave; 3. Il “Danno all’Immagine” e al Patrimonio Oltre al danno patrimoniale diretto (i soldi persi ogni giorno), si configura un potenziale danno da spreco di risorse pubbliche vincolate: fondi destinati al Trasporto Pubblico Locale (TPL) che vengono letteralmente “bruciati” per far circolare treni vuoti, sottraendoli a tratte dove l’utenza è ammassata e avrebbe bisogno di più corse. Prenderanno atto, al di là della propaganda accompagnata dalla gran cassa mediatica supina e sponsorizzata, o proseguiranno aspettando che sia la depotenziata Corte dei Conti a dover intervenire?. Insistere sarebbe oltre il diabolico. Del resto solo chi non lo ha voluto capire non se ne è accorto sin dall’inizio.