FALOTICO E IL SUO “COLPO DI TEATRO”

L’ASSESSORE RIENTRA DOPO I CHIARIMENTI CON TELESCA
Come era ampiamente prevedibile, da un assessore alla cultura non ci si poteva aspettare che un colpo di teatro. Ieri Roberto Falotico, assessore con diverse deleghe al comune di Potenza, ha dato la sua versione dei fatti accaduti in merito al suo breve percorso di assessore dimissionario, rientrato nei ranghi dopo 24 ore. Ha inteso subito chiarire, o far credere, che la sua azione “irruenta” della consegna improvvisa al protocollo delle dimissioni, senza preavviso, sia stata necessaria per motivi familiari determinanti e imminenti. Che nulla c’entra la politica, o i dissapori, che molti hanno paventato, con Vincenzo Telesca. Il sindaco ha respinto le dimissioni e Falotico è ritornato sui suoi passi, come se tutto quel che ha portato a giustificazione non rappresentasse più un problema insormontabile, come ha però fatto intendere durante la conferenza stampa. Ed è tornato ai suoi ritmi di assessore pur se, a suo dire, con modalità che gli consentiranno di poter gestire anche i problemi familiari. Intanto il sindaco aveva fatto sapere, subito dopo la presa di posizione dell’assessore, di non aver saputo nulla delle dimissioni e tantomeno delle intenzioni di dimettersi. A significare che è stata una decisione improvvisa e non ragionata con la giunta, come richiede una situazione familiare alla quale dare maggiore dedizione. Insomma tutto fa penare a problemi di carattere politico amministrativo, pur se negati da Falotico, che dopo il “colpo di testa” vuol far passare per esclusive esigenze familiari. I fatti sono questi: ben informati parlano di un forte litigio fra Telesca e Falotico poco prima delle dimissioni. C’è poi da considerare il varo in questi giorni del bilancio comunale. Come si sa, è la pianificazione delle spese. Su questo Falotico ha detto che il lavoro è finito senza contraccolpi degni di nota, che la stesura è stata condivisa e che nulla c’entra con le dimissioni. A chi gli ha fatto notare che per rispettare il bon ton istituzionale avrebbe potuto dimettersi dopo la sua approvazione, distante pochi giorni, le sue risposte sono state abbastanza evasive. Falotico crede di poter far passare la sua tesi giustificatoria, sul bilancio in particolare, dimenticando anche che esistono i telefonini per comunicare a distanza, di attività cosi serie che coinvolgono la città; Alla quale devono rispetto e spiegazioni credibili. In tutto questo è inverosimile, se non ridicola, la storiella che racconta che il sindaco abbia appreso delle dimissioni di Falotico dagli uffici. I veri motivi, se verranno al pettine, si sapranno presto. La storia insegna che i dissapori così plateali difficilmente possono essere completamente sanati.  Si è trattato di uno “scherzo a parte” o di difficoltà politico-amministrative, come la ragione fa pensare? Quanto durerà quella che sembra una “tregua armata”