INTITOLAZIONE DI UN PARCO ALLA MEMORIA DI LUONGO
- A DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA E’ STATO RICORDATO A POTENZA ALLA PRESENZA DI MASSIMO DALEMA
Oggi, durante la commemorazione dei 10 anni dalla morte di Antonio Luongo, noto politico di lungo corso del capoluogo, alla quale erano presenti in tantissimi per ricordarlo, il sindaco di Potenza ha annunciato che l’amministrazione comunale intende dedicare a Luongo una villetta al rione Santa Croce. L’iter – ha detto Telesca – partirà fra pochi giorni in rispetto della normativa che prevede che siano trascorsi 10 anni dalla morte. Infatti solo per i “benemeriti della nazione” sono previste deroghe eccezionali da parte del ministro degli interni. Quindi per Luongo tutto regolare: Anche per la larga manifestazione di approvazione dell’opinione pubblica, come prevede la normativa. Tutto ciò, però, fa pensare alle storture dell’interpretazione della legge in Basilicata; confrontando questa intenzione con le 10 e passa deroghe concesse dal prefetto di Potenza, Michele Campanaro, per le intitolazioni in molti paesi della Basilicata: in ricordo di Nino Postiglione. Noto ma discusso editore radiofonico potentino. All’atto della proposta di intitolazione di un noto belvedere a Potenza, deliberato dalla giunta Telesca, si è sollevata da gran parte
dell’opinione pubblica il rigetto dell’azione di Telesca & C. Non è un segreto, se ne è avuta conferma durante la commemorazione di oggi, alla presenza di Massimo Dalema, che Luongo godeva di gran lunga maggiore apprezzamento politico e umano, nella regione; Per lui non c’è stata la proposta dell’intitolazione prima dei dieci anni. Invece per Postiglione, sulla base di documenti letti in maniera apparentemente volutamente distorta, con la narrazione di meriti dimostratisi inesistenti, la deroga è stata possibile (LEGGI QUI). Al prefetto di Potenza, Michele Campanaro, che l’ha approvata, è
stato chiesto da più parti di ritirarle. Infatti l’inappropriatezza dei suoi atti è evidente. Gli è stato fatto notare che in mancanza dei presupposti ( per una persona che non ha meriti riconosciuti a livello nazionale o la cui figura non è universalmente condivisa, peggio se con precedenti penali non legati agli interessi dell’Italia) l’atto è illegittimo. Infatti: “la concessione della deroga è viziata per violazione di legge ed eccesso di potere” e quindi l’intitolazione è
illegittima: Di conseguenza, la successiva delibera del Consiglio comunale che approva l’intitolazione, basata su questa deroga non valida, è a sua volta illegittima e annullabile” A oggi il prefetto non ha ancora provveduto come da più parti si ritiene sia suo dovere. E sono in molti a non spiegarsi questa sua apparente ostinazione e inerzia pur se davanti l’evidenza.