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IL “TERRORISMO SOCIAL” DILAGA, TUTTI INFETTANO TUTTI. NON E’ COSI’

Vivere queste ore, oltre che con la preoccupazione e le privazioni, con il terrore non fa bene a nessuno!
La parola d’ordine che circola sui social è: “nessuno deve mettere il naso fuori dalla porta di casa, se non per urgenze indifferibili, senza se e senza ma. Chi esce è un criminale perchè va a infestare il mondo” Evidente segnale di mancata conoscenza sia della regolamentazione e di come avvengono i contagi. Questo atteggiamento imprudente però scoraggia anche chi ha bisogno per diversi motivi, anche di salute fisica e mentale, di uscire di casa. Ormai siamo alla paranoia, in molti casi ingiustificata. Alcuni, pochi, rispetto al totale della popolazione, potrebbero infettare altri. In media 2,5 persone ogni contaminato, se non vengono rispettate le regole della precauzione. Chi sa di esserlo deve stare in quarantena e curarsi con l’ausilio del servizio sanitario seguendo le indicazioni; chi ha frequentato le zone rosse deve stare in isolamento per 14 giorni, perché il virus resta in incubazione fra i 2 e i 12 giorni, massimo 14, facendosi guidare dal proprio medico. Il problema sorge dal fatto
c
he quei pochi eventualmente contaminati dal virus non si sa chi sono perchè asintomatici: non hanno segnali che ne manifestino la presenza. Chi ha tosse o simil influenza, essendo le due malattie simili nella prima fase, i tecnici dicono sovrapponibili, per evitare dubbi è meglio che resti a casa senza uscire per almeno 14 giorni. Ciò detto è evidente che ci si deve porre in allerta verso chiunque. Ma basta usare le precauzioni e il contagio si evita con la quasi certezza: stare a distanza di minimo un metro per non farsi raggiungere dalle goccioline della saliva che potrebbero trasportare il virus e arrivare alla bocca, agli occhi o al naso; anche alle mani, che a loro volta se toccano, naso bocca e occhi potrebbero infettarci. Per questo se si va a fare compere è bene usare un’adeguata mascherina soprattutto per non rischiare di contaminare, usare i guanti da buttare all’uscita e bisogna lavarsi spesso le mani, sempre appena rientrati a casa. “La dimensione reale è configurabile all’incirca così” Ovviamente più si evitano possibili contatti 

dal sito della Polizia di stato, dopo il decreto dell’11 marzo

e minori sono i rischi di essere contagiati, pressoché azzerarli. Quindi meglio stare a casa il maggior tempo possibile se si può. Ed è per questo che mezz’ora di passeggiata in luoghi aperti e attuando le precauzioni non possono far male a nessuno. In periodi come questi, di reclusione anche se non forzata, possono fare solo che bene e soprattutto a coloro che hanno problemi di salute, che richiedono attività motoria. Ma anche per gli altri. Uscire anche ogni 2/3 giorni fruendo di luoghi aperti e non molto frequentati, il tempo di una passeggiata per svagare fa bene. Le  interpretazioni diverse sono tese a scoraggiare gli assembramenti di coloro che non badano alle precauzioni e si comportano incoscientemente come se nulla stesse accadendo. 
C’è da stare allerta ma non ci attende la fine del mondo e il virus non è un gas che circola nell’aria.
A dare spunti e risposte sul tema, all’Adnkronos Salute, è Susanna Esposito, presidente dell’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid) e docente di Pediatria all’università di Parma (per leggere clicca qui)

 

 

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