STOP ALLA MOVIDA SUL BASENTO

LA POLIZIA LOCALE CHIEDE ALLA REGIONE DI REVOCARE

L’intervento della Polizia Locale dovrebbe dare una precisa indicazione alle amministrazioni comunale e regionale, ma anche alla politica cittadina, su come stanno realmente i fatti in merito alle attività sorte sul “Parco Fluviale del Basento” L’illusione che anche a Potenza sia nata la così detta movida è stata forte. Ai ragazzi e a molti anche più maturi, piace e molto; anche ai gestori delle attività, che secondo gli esperti del settore incasserebbero migliaia di euro ogni serata. Purtroppo, a quanto pare, non secondo le regole. Infatti si è saputo che con una nota il comando della Polizia Locale ha chiesto all’assessorato all’ambiente della regione Basilicata, gestore del Basento, la revoca delle autorizzazioni. Quindi meglio sentire dalla diretta protagonista dell’atto come stanno realmente le cose: “Dalle nostre indagini e dai documenti in nostro possesso, per il momento pensiamo che le autorizzazioni non sarebbero potute essere rilasciate neppure per le sole attività culturali – ha detto in una breve intervista telefonica la comandante del corpo, Anna Bellobuono – Il controllo è stato ritardato di qualche giorno perché l’Azienda Sanitaria ci ha dato appuntamento per i sopralluoghi dopo circa 10 giorni dalla nostra richiesta. Mi rammarico – ha proseguito – di non aver potuto farli prima. Ora la procedura prosegue e non tutto è possibile dire. C’è anche una parte che potrebbe finire nella sfera del penale e per questo non posso dire altro. Le multe che abbiamo comminato riguardano diversi aspetti, ha concluso” In fine anche le più benevoli previsioni sono state smentite dai controlli del corpo. Infatti, come ha detto la comandante, neppure le attività culturali sarebbero potute essere svolte, proprio perché si tratta dell’alveo di un fiume con stringenti prescrizioni. Tutto il pasticcio di cui si parla, su cui monta una grande polemica, sarebbe la conseguenza di una svista o distrazione di chi della regione ha firmato le concessioni. Avrebbero autorizzato un progetto allegato, del quale non si sarebbero resi conto, contente diverse installazioni come alcune di quelle che si vedono sul lungo fiume, consentendo però infine il solo utilizzo di suolo pubblico con le prescrizioni del caso: un gazebo per la protezione dal sole e poco più, per attività culturali e d’intrattenimento. In pratica due autorizzazioni diverse e in contraddizione fra loro. Ma nessuna delle due possibile. Sarà una brutta notizia per i giovani, e non, che amano quelle belle serate all’insegna del divertimento, della “musica a palla” spesso, purtroppo, anche dell’alcol. Una brutta notizia per i gestori delle associazioni, che appaiono di facciata. Infatti l’attività principale è quella della vendita di alimenti ma soprattutto bevande, anche alcoliche, forse soprattutto. Sarà una buona notizia per l’associazione “Insieme” che si occupa di recupero di persone incappate nell’alcol, la droga e il gioco d’azzardo, che da questa brutta storia ne ha avuto notevoli disagi e fastidi. Finalmente potranno prendere pace e poter dormire. Ora però è tutto nelle mani della regione. Che ha “combinato il pasticcio” metteranno tutto a posto quanto prima? Invece per i ragazzi, per le prossime occasioni future, basterà organizzare in quella zona attività coi criteri di tutte le altre attività di somministrazione. Con regolare concessione e in luoghi non vietati. Magari con mezzi mobili attrezzati, installati sulla strada adiacente.

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