UNA STORIA DI “ABUSIVISMO” DA BUTTARE A FIUME

TANTE ANOMALIE E INCERTEZZE DI UN’AMMINISTRAZIONE CHE PARTE COL PIEDE SBAGLIATO

L’ennesima Ciambotta con Frittata è stata allestita da una “normale amministrazione pubblica” Potenzialmente indigeste, come ha evidenziato l’intervento dell’Azienda Sanitaria. La storia dei gazebo sul parco fluviale, non autorizzati e non autorizzabili, come sono stati realizzati, è un pessimo segnale ma, purtroppo, anche la conferma di come a volte gli enti di gestione e controllo agiscono. Facendo l’excursus si capiscono bene i fatti. A partire dal bando per “l’estate in città” del Comune di Potenza; per la realizzazione di attività culturali. E’ stato inserito anche il parco fluviale, senza che il demanio regionale ne sia stato informato. Si va poi ai lavori d’installazione dei prefabbricati iniziati senza la richiesta delle autorizzazioni. Avanzate e concesse solo pochi giorni prima dell’apertura, con un versamento di poco più di 210 euro per tutta l’estate: un affare considerando il valore del luogo per le attività di somministrazione. Un gazebo era addirittura completamente abusivo. Le altre sembrano di facciata. La regione non ha mai autorizzato, ma neppure potrebbe, per una serie di motivi tecnico burocratici, a partire dalla mancanza di un bando per attività con scopo di lucro, per finire alla zona sottoposta a stringenti vincoli. Si sarebbero potuti montare gazebo per la protezione dal sole rimovibili in poco tempo e svolgere attività culturali e d’intrattenimento. La questione “dell’associazione Insieme” che si occupa del recupero e dell’accoglienza di persone incappate nella droga, nell’alcol e nel gioco d’azzardo è forse la più emblematica. Dal comune sono stati insensibili. Com’è noto uno degli Stand più frequentati, nel quale sembra coinvolto anche un ex consigliere e candidato alle ultime elezioni, è stato installato a pochi metri dalla loro sede. Per evitare agli ospiti sollecitazioni all’uso dell’alcol, hanno chiesto lo spostamento di qualche metro; disposti a risarcire eventuali costi. C’è stato un incontro con l’assessore Picerno e i tecnici comunali, ma nulla di fatto è avvenuto. Fin ultimo il danno alle attività quotidiane dell’associazione, fino a impedire il riposo notturno: gli ospiti vanno a letto prima di mezzanotte. C’è l’uso smodato della musica a tutte le ore che ovviamente non si addice a una comunità di recupero. Sono costretti a chiamare tutte le notti la Polizia che alle 2 fa adeguare il livello dei decibel. Alcuni particolari sconosciuti ai più fanno pensare: la richiesta dell’associazione per lo spostamento inviata a comune e regione è del 27 giugno, a lavori iniziati, l’autorizzazione è del giorno dopo, il 28. Una brutta risposta? Su questo piano va ricordato che uno dei gazebo era un via di realizzazione dai primi di giugno, l’autorizzazione è del 16. Già il 9 l’ex assessore Rocco Coviello, attuale capo di Gabinetto, rispondendo a un post sui social di chi poneva dubbi, dava le autorizzazioni già pervenute e con scherno accusava d’imprecisione chi si poneva il problema. Il giorno successivo risulta una integrazione da parte del richiedente. Sembra che la questione è esattamente invertita con le imprecisioni. Si è letto di post di altri assessori che tuonando contro le vecchie amministrazioni hanno scritto di quelle attività come della rinascita del parco fluviale e rappresentativi della liberazione della città “dal malaffare”; forse non rendendosi conto di aver scritto di un luogo dove la legittimità sull’utilizzo è tutta da dimostrare; i primi segnali dicono che ci sarebbero diversi abusi. E poi l’ordinanza del sindaco per vietare la somministrazione di alcolici oltre i 21 gradi; senza considerare che la somministrazione non è stata autorizzata dalla regione, gestore del bene. Forse il sindaco non sa che basta qualche bicchiere in più per ottenere il risultato che s’intendeva “pacatamente” scongiurare. Molti l’hanno definita una “foglia di fico” Mentre dalla regione, l’assessore all’ambiente Gianni Rosa, nonostante le diverse richieste di dire la sua, ha preferito eclissarsi: senza neppure rifiutare l’invito. Atteggiamento opposto al quale ha abituato i lucani in questi anni di opposizione. L’unica forza politica che è intervenuta per vederci chiaro è stata Basilicata Possibile. Hanno incontrato le diverse componenti comunali e regionali chiedendo lumi, legalità e il ripristino dello status quo. Probabilmente sulla scia della pressione mediatica, a partire dalla Gazzetta che per prima ha sollevato il tema, a finire alla politica di opposizione, qualcosa si è mosso. Pur se i segnali erano tutti tesi al fare scorrere il tempo consentendo così incassi di tutto rispetto a quelli che, alla luce di quanto hanno detto gli stessi funzionari regionali, sarebbero “abusivi”

3 thoughts on “UNA STORIA DI “ABUSIVISMO” DA BUTTARE A FIUME

  1. Ma quando pubblicato oggi al Tg3 Basilicata su come erano tenute i prodotti commestibili che dovranno essere distrutti perché nocivi per salute, mi possono spiegare gli amministratori che controlli svolgono prima di dare l’autorizzazione alla somministrazione visto che è una struttura provvisoria, con quali garanzia di sicurezza

    1. Come ho scritto nell’articolo l’autorizzazione della regione, demanio che gestisce la zona, riguarda le sole attività culturali e di intrattenimento.
      E non prevede l’installazione di chioschi e di somministrazione di alimenti.

  2. Rivoglio il parco fluviale allo stato originario.. È uno scempio di prepotenza e maleducazione e un giro di individui “loschi”. Prima luogo di pace per passeggiate, per fermarsi a leggere ed ora il caos…
    Per favore, fate ritornare tutto come prima, via lo scempio!
    Chi vuol mangiare e bere i locali sono al di sopra della passeggiata del parco..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vai alla barra degli strumenti