BARDI PRESIDENTE, IL CIRCO MEDIATICO IN COMPETIZIONE

Conferenza stampa di circostanza senza dichiarazioni a sorpresa

Davvero una tornata singolare quella delle ultime elezioni regionali lucane. Ha conquistato lo scanno del presidente della Basilicata un “ex” lucano ritornato in terra madre. Infatti il neo presidente Vito Bardi non ha potuto votare in Basilicata perché residente a Napoli. Ha colpito soprattutto che la destra abbia espugnato anche il feudo lucano della “sinistra” (se ancora è così definibile) che sembrava solido in ogni caso. Il “povero” Carlo Trerotola, candidato del centro sinistra quale presidente, buttato all’ultimo momento nell’agone della politica, in una fase storica molto delicata per la sinistra, ha mostrato tutto il suo impaccio comunicativo che non ha certo agevolato la sua posizione. Ma ora è in consiglio regionale “suo malgrado” insieme al vincitore (nell’ambito della sinistra) Marcello Pittella che ha conquistato, coi suoi definiti corresponsabili della cattiva gestione, tutti e 5 i posti disponibili. I 5 stelle hanno fatto quello che hanno potuto nella loro “improvvisazione e impreparazione” a partire dal candidato presidente e di tutta la lista, conquistando solo un seggio in più rispetto alla passata legislatura, nonostante il raddoppio dei voti delle ultime politiche rispetto alle precedenti. La prima conferenza stampa da presidente di Bardi si è tenuta questa mattina in un hotel del capoluogo, si è visto un presidente pratico di comunicazione e molto attento a quanto rispondere al fuoco di fila delle tante domande provenienti dal circo mediatico, come non si è mai visto in Basilicata. Molti i temi che hanno ottenuto risposte di “circostanza” a partire dal lavoro per i giovani e quindi della migrazione. Poi la sanità, l’università e il caldo tema del petrolio. Ha colpito la sua affermazione: “meno pozzi ma più royalty; Si vedrà di volta in volta” Affermazione che si presta a molte interpretazioni. E sarà il futuro a dire cosa accadrà, anche perché ha più volte detto in campagna elettorale che il programma sarà costruito strada facendo nei primi tre mesi di governo.

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