“BULLISMO E RITORSIONI POLITICHE” NEL CONSIGLIO COMUNALE DI POTENZA, LA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE PACE
Al Palazzo del Fascio la trasparenza si punisce con la sospensione (per molti illegittima)
POTENZA – C’è un paradosso al Palazzo del Fascio: nelle altre commissioni l’appello delle 8:30 risulta magicamente impeccabile; nella Prima Commissione no. Il motivo? Il presidente Carmine Pace non fa “sconti” sui verbali e registra puntualmente le presenze. Dopo l’espulsione dalla chat di maggioranza dopo aver chiesto atti sul noleggio delle auto comunali, Pace ha scelto il rigore: orari spaccati e convocazione della Segretaria Generale. Risultato? Se i consiglieri ritardano, il numero legale alle 8:30 cade e si slitta alle
9:30. Di fronte alle proteste pubbliche per questi ritardi, il Presidente del Consiglio Pierluigi Smaldone ha reagito in modo paradossale: invece di richiamare i consiglieri a una maggiore puntualità e presenza, ha notificato la “sospensione” della Prima Commissione. Un evidente abuso di potere politico a rigor di regolamento, formalizzato in una nota surreale: generica, vaga, priva di qualsiasi riferimento giuridico, articolo di legge o norma di regolamento che possa giustificare lo stop. Un’inopportunità ancora più grave se si considera che
Smaldone è avvocato: da un professionista del diritto ci si aspetterebbe il rispetto delle regole e l’invio di atti motivati sui testi scritti, mentre questo blitz ne dimostra l’inadeguatezza a ricoprire un ruolo neutrale di garanzia. La controffensiva di Pace: fatti circostanziati o illegittimità. La risposta di Carmine Pace non si è fatta attendere solo poche ore dopo ha inviato un atto d’accusa formale. Nel rispedire la nota al mittente e confermare la prosecuzione dei lavori dell sua commissione, Pace ha smontato la manovra chiedendo a Smaldone fatti precisi e contestazioni dettagliate: se vi sono “problemi di funzionamento”, vengano messi per iscritto con date, verbali e nomi, anziché affidarsi a giudizi sommi
e indeterminati di chi si è sentito colpito dal rigore del presidente della prima commissione. Pace ha inoltre rimarcato che sospendere la Commissione è un atto grave, lesivo del buon funzionamento della macchina amministrativa e privo di copertura regolamentare, preannunciando il coinvolgimento formale del Segretario Generale per un parere di legittimità ed eventualmente del Prefetto di Potenza. Resta l’amaro interrogativo: al Comune di Potenza il rispetto scrupoloso delle regole è diventato una colpa da punire?