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GLI SPRECHI DEL SAN CARLO IN TEMPI DI MAGRA

COMPRATO COSTOSO LATTE ARTIFICIALE FATTO SCADERE DESTINATO AL MACERO

Fra gli 800 pacchi da 470 ml di latte artificiale, per quasi 400 litri, comprati circa un anno fa, da utilizzare in caso di necessità per i neonati del San Carlo o per i bambini ricoverati nella pediatria, ce ne sarebbe una gran parte scaduta a marzo 2020. Un’altra parte scadrebbe a ottobre 2020. Sembra siano stati comprati in un quantitativo di gran lunga superiore alle necessità per un “errore” della farmacia; un ordine spropositato del quale se ne sarebbero accorti tardi, riuscendo a bloccarne una parte. Un danno economico, se di tale si tratta, che avrebbe potuto quanto meno essere ridimensionato se per tempo il latte fosse stato donato a chi ne aveva e ne ha bisogno: come le case di accoglienza o le famiglie bisognose, attraverso le associazioni; com’è noto ce ne sono molte. Invece, essendo scaduto il mese scorso, andrà al macero. Eppure non dovrebbe essere difficile, sull’esperienza decennale che ha il San Carlo nella cura dei neonati e dei bambini, fare il giusto acquisto. Evidentemente chi se ne è occupato potrebbe “essere stato distratto”. E nulla ci sarebbe di male se si trattasse delle proprie risorse economiche, sia di chi ha fatto l’ordine sia di chi ha effettuato il pagamento ratificando così l’errore, ognuno se ne assume le responsabilità. Diventa grave quando le risorse sono pubbliche e per di più di un ospedale in crisi. E viene da pensare: quanti acquisti sbagliati vengono fatti durante l’anno? E per quanti si pone rimedio evitando che i prodotti vadano al macero? I sistemi di controllo digitalizzati esistono ed è anomalo che sia sfuggita questa eccessiva richiesta. Sarebbe opportuno un controllo per verificare se si tratta di uno spreco causale o se ce ne sono di diversa natura.

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