SAN CARLO: BARRESI QUERELA LA STAMPA NOMINANDO UN LEGALE CONCITTADINO “DELL’ULTIM’ORA”

UNA NOMINA SINGOLARE DA CHIARIRE QUELLA DELL’AVVOCATO GRASSI ANTONELLI DI NAPOLI.
Massimo Barresi, il napoletano direttore dell’Ospedale San Carlo di Potenza, ha dichiarato “guerra” alla stampa lucana e a un sindacato. Con una determina ha promesso querele a: “La nuova del sud” “la Gazzetta di Basilicata” Il Quotidiano del sud” e alla testata on line “Basilicata24” oltre al sindacato CGIL. Il motivo che lo ha spinto ad una azione così repentina, visto che i termini per adire le vie legali sono 90 giorni, sono individuati genericamente in alcuni articoli e comunicati dei primi giorni di aprile. Il tema è la gestione Covid, con l’aggiunta di una odiosa sorta di persecuzione già in atto nei mesi scorsi. L’unico quotidiano che l’ha scampata è quello il cui editore è il figlio della portavoce di Barresi. Gli articoli incriminati avrebbero minato l’immagine dell’azienda San Carlo. Sono in molti invece a pensare che la vera immagine lesa sarebbe quella del direttore; infatti è lui l’oggetto principale della critica di alcuni sindacati, di molti operatori, della stampa che raccoglie i così detti “umors” e lettere aperte dei cittadini, entrando anche nel merito di fatti specifici. Le critiche non sono mancate anche da parte di molti analizzatori di esperienza e ex credibili medici. Come è ovvio ci sono opinioni diverse e principalmente si tratta della qualità percepita dai i cittadini. Però poi ci sono i fatti: risultati, efficienze e l’efficacia. A prima vista, che tutta, o quasi, la stampa lucana sia stata lesiva pare eccessivo. Sbagliano tutti, è una congiura? Va detto che chi dirige un ospedale, come il San Carlo, ha anche un importante ruolo sociale, e questo impone che debba rispondere e chiarire le lamentele, evitando di trincerarsi con la querela… fra l’altro in un momento caldo come questo, il meno opportuno. C’è di più: se si querela qualcun altro si deve essere inattaccabili. A partire dal conferimento dell’incarico legale. E in questo caso, a prima vista, non sembra sia proprio così. E per questo il direttore Barresi farebbe bene a offrire tutte le giustificazioni tecniche del caso, perché se non ce ne sono di tecnicamente credibili, la situazione gli si potrebbe ritorcere contro. Infatti le anomalie alle quali dare un spiegazione sono molte ed è difficile darle per i profani, ma pare anche per i tecnici ai quali si è chiesto un parere. Infatti i termini per chiedere di essere iscritti nell’albo degli avvocati collaboratori dell’azienda San Carlo vengono aperti ogni anno, solo nel mese di gennaio. L’avvocato incaricato, è stato iscritto nell’elenco soltanto il 19 marzo, in seguito a una sua richiesta del 22 settembre del 2019, a termini evidentemente scaduti. La giustificazione sarebbe un errore tecnico dell’azienda. Anche questa sembra non dirimente in assoluto. Come scritto nella deliberazione n. 170 del 7 aprile 2015, a firma dell’allora direttore Rocco Maglietta, la domanda va inoltrata nel mese di gennaio; non prima o dopo. Un avvocato fortunato, visto che appena iscritto (in maniera singolare date le circostanze appena descritte) ha ricevuto un incarico. Fra l’altro di ordinaria prassi e senza che vi sia l’urgenza, data la possibilità di adire entro 90 giorni dalla data del “reato” se di tale si tratta. Inoltre anche la motivazione addotta fa pensare. a causa degli impegni dell’ufficio legale dell’azienda che non lascia tempo per seguire anche questa vicenda. Per questo si sceglie un avvocato esterno, appena iscritto, anche se ce ne sono già molti altri disponibili nell’elenco. La domanda sorge spontanea: quanti contenziosi ha l’azienda e quanto costano? Sono tutti necessari? Ma questa è un’altra storia. Comunque sia, come dimostra questo caso, forse sarebbe meglio ampliare l’organico che dare incarichi esterni, anche per denunce la cui specializzazione, come in questo caso, non è proprio necessaria. (QUI  TUTTA  LA  DOCUMENTAZIONE)

Anche l’ordine degli avvocati ha inteso replicare.