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L’ENNESIMA DENUNCIA DEGLI OPERATORI DEL 118 LUCANI: “FATECI I TAMPONI”

MOLTI IN QUARANTENA SENZA SAPERE SE SONO POSITIVI AL COVID 19

L’ondata iniziale dei contagi e la mancata protezione dei sanitari ha avuto delle conseguenze gravi per il personale e per i cittadini. L’ultima storia nota racconta del trasporto di una paziente in ospedale, da parte degli operatori del 118, che poi è risultata positiva al tampone per il Covid 19. Il gruppo dei sanitari coinvolto si è messo in accordo con le direzioni in isolamento subito dopo la notizia. Poco dopo un altro gruppo di sanitari del 118 ha trasportato il marito della signora, che purtroppo è deceduto in ospedale, anche lui positivo al Covid. Tutti e due i gruppi del 118 coinvolti sono finiti in quarantena. Venendo a mancare così un cospicuo e importante gruppo di medici, infermieri e autisti per l’emergenza. Fino a oggi gli operatori non sono stati contattati dall’azienda sanitaria e non gli è stato fatto il tampone, se non, inspiegabilmente perché senza sintomi, a uno soltanto di loro. I due gruppi, termina la quarantena, il 3 aprile dovrebbero tornare al lavoro. Fra loro c’è chi si chiede in mancanza di certezze scientifiche dati i continui aggiornamenti: “se per caso alla ripresa del lavoro fossero Covid positivi asintomatici, rischierebbero di infettare i pazienti da soccorrere, oppure di contagiare i colleghi di lavoro, o viceversa?” Da qui lanciano l’allarme per l’estensione della pratica dei tamponi, soprattutto a chi, come loro, è in prima linea e che opera in condizioni di emergenza senza che si possa badare ai dettagli nei momenti in cui si deve soccorrere in breve tempo. Rischiare che il personale del 118 venga ridotto proprio in questa difficile fase a causa dei contagi, che siano possibili contaminatori, sarebbe un grave ulteriore autogol in questa difficile partita per la vita. Ora sono meglio equipaggiati rispetto ai primi giorni dell’emergenza. Ed è ovvio che il tenore di paura serpeggi ancora fra loro che hanno certamente vissuto questo periodo “di guerra”. Questa nuova loro denuncia è l’ennesima, conseguente ad altre che pare siano finite nel vuoto.

 

 

 

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