QUELLA SBARRA A UN PARCHEGGIO COMUNALE

Sembrava il tentativo di privatizzare un parcheggio comunale per i dipendenti della regione Basilicata.
I parcheggi a Potenza: crucci e dissapori. La città è assillata da questo tema. A partire dalla gestione di quelli comunali, in gran parte a pagamento pur se molti inutilizzati, a quelli dell’ospedale San Carlo; in questo caso c’è stato chi ha addirittura inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere chiarezza. In questi giorni si discute di una delibera della giunta regionale di Basilicata, approvata il 19 ottobre scorso, sulla riorganizzazione dei parcheggi di pertinenza degli uffici regionali di Via Verrastro. Sarebbe dovuta entrare in vigore il primo dicembre. A causa di ritardi nei lavori ancora non è attiva. Sono state delineate le aree e le modalità di accesso in base ai ruoli. Saranno i politici, i dipendenti e gli assimilabili a poter chiedere la scheda che ne consente l’accesso ai vari settori in base al ruolo. Ma a guardar bene c’è una stranezza: all’ingresso del parcheggio pubblico comunale non a pagamento, davanti il Consiglio regionale, fuori il recinto, c’è delimitato un cantiere che è stato attivato per la posa di una sbarra automatica. I parcheggi di quell’area pubblica sono stati tutti contrassegnati con delle sigle alfanumeriche. Fra i dipendenti della regione circola la voce che sarebbero destinati alla loro esclusiva fruizione. Probabilmente si tratta di un malinteso, dato che sono comunali e “dotazione standard” dell’intero quartiere, come è sancito nel regolamento urbanistico. Fra l’altro fanno parte di quella parte non a pagamento che ha consentito la conversione degli altri parcheggi a pagamento, così come è necessario in osservanza del codice della strada che prevede che nei pressi di quelli a pagamento ci debba necessariamente essere “un congruo numero” di parcheggi senza ticket. Per la posa in opera della sbarra e il rifacimento della segnaletica a terra, il comune di Potenza ha concesso l’autorizzazione richiesta dalla regione Basilicata; Questa riguarda la sola gestione di quello spazio che sarebbe in caso di calamità un punto di raccolta dei dipendenti regionali. Comunque già individuato e segnalato in una zona non delimitata da parcheggi. Le domande che sorgono sono diverse; perché solo oggi, dopo oltre vent’anni dall’apertura di quel parcheggio, in coincidenza con l’inizio del pagamento dei parcheggi nella zona, la regione ha chiesto l’autorizzazione per la gestione di quell’area in caso di calamità? Dal comune si sono ben guardati dal cambiare la destinazione d’uso del parcheggio, che è e resta, come è stato precisato nella convenzione fra comune e regione, comunale e di uso pubblico. Rimane solo il dubbio del perché autorizzare una sbarra che potrebbe servire, forse, se non dovesse diventare addirittura un ostacolo, quando ci sono calamità che, fortunatamente, capitano a distanza di moltissimi anni. E’ davvero necessaria la sbarra? E’ un caso unico a quanto pare. Ed è ovvio immaginare chenei casi di calamità ci sarebbe la presenza delle forse dell’ordine e della protezione civile a regolamentare gli accessi, come capita anche durante le diverse manifestazioni davanti la sede regionale. C’è chi immagina che questo atto possa rappresentare il secondo, il primo è stato la convenzione prima citata, per privatizzare quel parcheggio a uso dei soli dipendenti e collaboratori della regione e del consiglio regionale. E si possono giù immaginare le proteste per quello che potrebbe essere considerato l’ennesimo privilegio di chi ha la “fortuna” di lavorare per la Regione Basilicata.

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