IL MOTTO DI ALCUNI POLITICI LOCALI SEMBRA ESSERE: MI CRITICHI? “T’INFAMO”

Quando l’accusa è infamante la risposta a tono è d’obbligo 
– Nei giorni scorsi, l’assessore e vice sindaco del Comune di Potenza, Antonio Vigilante, a seguito di un mio rilievo su una mancanza di rispetto verso la cultura potentina: l’intitolazione di una piazza ai “martiri delle foibe” in una piazza storica, popolarmente conosciuta come la “piazza dei poveri” ha reagito con parole e fatti che nulla c’entravano. Vigilante ha partecipato all’inaugurazione nelle veci del sindaco con la fascia tricolore. Al mio appunto ha reagito in modo dialetticamente “aggressivo” da me percepito come “diffamatorio”.  Mi ha additato come una sorta di razzista e in qualche modo irrispettoso nei confronti delle sue origini. Forse perchè ho fatto notare, che non essendo lui potentino, probabilmente è all’oscuro delle tradizioni della nostra città (leggi qui). Rilievo che nulla ha che a che vedere con la politica. Facendogli notare anche che a quelli come me, con radici lontane nel tempo a Potenza, è apparsa come “un’offesa” alla nostra cultura! E sono tanti i potentini che hanno condiviso la mia azione tesa a fare chiarezza! Ma chi è davvero Antonio Vigilante? L’ho conosciuto nella scorsa legislatura dove lui era consigliere comunale e io collaboratore di un consigliere. Da subito Antonio si è posto nei miei riguardi come “ammiratore” delle mie azioni di cronista e cittadino attivo nella città e nella sanità da molti anni. In un caso abbiamo anche collaborato: quando anche lui ha votato a favore dell’intitolazione di una strada a un personaggio dell’imprenditoria lucana molto chiacchierato, dandogli l’opportunità di tornare indietro sui suoi passi: mi ha anche ringraziato per l’iniziativa. Successivamente ha avuto un problema col padre, purtroppo gravemente ammalatosi, che secondo la sua percezione non era seguito e curato come avrebbe dovuto. Mi sono impegnato per fare chiarezza, come faccio ormai da quasi trent’anni per persone di ogni razza, etnia e cultura, e proprio per questo lui si è rivolto a me. Ho fissato un appuntamento col direttore generale dell’ospedale San Carlo, al quale ho chiesto partecipasse anche Antonio, per ottenere verifiche e spiegazioni. Parlando poi anche col primario (persona unanimemente conosciuta come seria e affidabile) che mi ha assicurato che il sig. Vigilante stava ricevendo tutte le cure disponibili. Dopo poco, a causa della grave malattia, purtroppo è deceduto. In seguito, Antonio con tono severo, mi ha in qualche modo invece “accusato” di essere stato uno dei colpevoli per la negativa evoluzione del percorso di cure del padre. Era comprensibilmente in una fase critica per la perdita del padre e ho sorvolato. Intanto lui è diventato assessore all’urbanistica del comune di Potenza. Facendo fede a quanto professava nella scorsa legislatura e alla sua professione di ingegnere, pur se di laurea triennale (da come parla dell’ingegneria avevo immaginato fosse quella magistrale) gli ho chiesto di intervenire sulla annosa vicenda del parcheggio dell’ospedale san Carlo, di cui nella legislatura ci eravamo occupati come gruppo più volte. Come è noto è ormai un business a favore di un fondo d’investimenti romano. Il il comune di Potenza ha delle “enormi” responsabilità su come è organizzato il parcheggio. Con mille scusanti se ne è lavato le mani, per me scalfendo quel concetto che mi ero erroneamente costruito su di lui. Ma per tornare ai fatti di oggi: il mio rilievo sulla sua non conoscenza della cultura di Potenza deriva da fattori oggettivi che lui cerca di evitare. Risiede a Calvello, la sua famiglia di origine, non ha risieduto a Potenza, la nonna era albanese. Un personaggio particolare Vigilante, che vuole sentirsi “putnzes” senza esserlo all’origine e a quanto pare neppure lo è diventato da quando partecipa all’amministrazione della città. Questa sembra essere una caratteristica di alcuni componenti di questa giunta: anche il suo collega Galella, quando combinarono quel pasticcio sul Basento, nell’estate del 2019, questione finita poi all’attenzione della Procura della Repubblica, mi accusò di essere il “nemico” della città (leggi qui). Un altro episodio: allorché si appropriarono del balcone dello Stabile in occasione della concerto di Capodanno della Rai. Ai miei rilievi critici il collega assessore di Vigilante, Galella, mi accusò di essere una sorta di persecutore dichiarando falsamente che era solo passato per salutare nella sal degli specchi. Invece, foto alla mano, dimostrai che c’era stato per tutta la serata. Il dubbio che sia una strategia dell’intera giunta, tentare di screditare chi esercita la critica e la cronaca, sembra più che legittimo!