POTENZA: COMMISSIONE A GETTONE INFILATA NELLA SOSPENSIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

UNA COMMISSIONE NON URGENTE, DURATA IN TUTTO 10 MINUTI, DURANTE LA SOSPENSIONE DEL CONSIGLIO CHE SAREBBE DOVUTA SERVIRE PER ANDARE A UNA MANIFESTAZIONE CULTURALE

Una “brutta pagina” che resterà negli annali del consiglio comunale di Potenza.
Restituisce a pieno l’idea politica (
se così può essere definita) di come è impostata questa legislatura nel suo complesso. Si aggiunge ai dubbi sollevati dalla stampa sugli affidamenti ai “noti vicini” al sindaco, di cui la magistratura si sta occupando in seguito allo scandalo “affidopoli”; solo successivamente fatti propri dall’opposizione, che pare poco efficace. I consiglieri hanno avuto “l’idea” di indire per ieri primo dicembre, una commissione consiliare (il cui gettone è di 40 euro più i rimborsi alle aziende private nelle quali i consiglieri lavorano) durante una sospensione del consiglio comunale (con gettone di 40 euro). Chiesta dal consigliere Stella Brienza Enzo, del gruppo Potenza Prima, per, a suo dire, consentire ai colleghi di partecipare all’evento culturale organizzato dal comune, nelle scale mobili di via Armellini, con inizio alle 11: “Scale dell’altrove, strade dell’incanto” Stessa ora della convocazione della seduta della commissione consiliare, convocata come prevede il regolamento almeno 48 ore prima, in coincidenza con la sospensione del consiglio comunale. Se ne deduce che l’ora della commissione è stata incastrata con la prevista sospensione. Qual è l’anomalia? Se il consiglio è stato sospeso per far si che i consiglieri potessero partecipare alla manifestazione, com’è possibile che circa 20 di loro fossero presenti alla commissione nella stessa ora? A essere maligni si può pensare che i consiglieri erano poco interessati all’evento culturale, forse più interessati al gettone di presenza e a sormontare la necessità di dover tornare a lavorare, come impone la normativa Art. 79 testo unico degli enti locali (TUEL):I dipendenti, pubblici e privati, componenti dei consigli comunali, provinciali, (…) assentarsi dal servizio per il tempo strettamente necessario per la partecipazione a ciascuna seduta dei rispettivi consigli e per il raggiungimento del luogo di suo svolgimento (…) nel caso in cui i lavori dei consigli si protraggano oltre la mezzanotte, hanno diritto di assentarsi dal servizio per l’intera giornata successiva” . Infatti la sospensione è stata chiesta e approvata alle 10,30 con la riconvocazione alle 15. Quel buco sarebbe permesso di lavoro; oppure bisognava trovare un escamotage per giustificarlo al datore di lavoro. Tesi avvalorata anche dalla non urgenza del tema: l’aggiornamento del regolamento della Polizia Locale, la cui votazione della commissione, essendo una mera proposta, non ha effetto. La commissione ha avuto inizio alle 11,45, pur se convocata alle 11, ed è durata circa 8 minuti. Il tempo di votare. Si sarebbe potuta votare nella prima seduta possibile, a pochi giorni. Pur se può non sembrare, il costo settimanale dei gettoni per i consiglieri si aggira all’incirca a 8000 euro, ai quali vanno aggiunti i rimborsi alle aziende delle quali i consiglieri sono dipendenti: circa 2000 euro. Il totale approssimativo per l’anno è di 400mila euro. Più le altre spese di presidenza e gestione del consiglio comunale. Una cifra considerevole, utile se fosse giustificata a pieno. Purtroppo, lo sa bene chi frequenta le commissioni, tante sedute vertono su temi di scarsa rilevanza e inefficacia politico amministrativa. E’ notizia di ieri della scissione di una lista civica, Potenza Prima, in due liste; che comporterà un alzamento delle spese. Infatti restando con un solo consigliere: Stella Brienza, parteciperà a tutte le commissioni, contrariamente a quanto accadeva. Due dei consiglieri, Bonomo e Romaniello, hanno creato il gruppo politico: La Potenza delle contrade. Fra monogruppi, commissioni a volte superflue o improduttive, i cittadini spendono molti soldi per mantenere la politica cittadina che possono sembrare mal investiti.